Febbre da monete rare: perché tutti vogliono subito i tuoi 20 centesimi

Numismatica. Questa parola ti dice qualcosa? Se la risposta è negativa, potresti essere interessato a sapere di cosa si tratta, rappresentando un mondo vasto che può riguardare ognuno di noi. La numismatica, infatti, rappresenta l’ambito di studio delle banconote e delle monete da collezione, che non è poi così raro ritrovare in qualche angolo di casa.

Le monete come oggetti da collezione

La valuta di un qualsiasi stato delle Terra è di solito caratterizzata da due tipologie di denaro contante, che può essere utilizzato per effettuare pagamenti presso negozi fisici. Quali? Banconote e monete. La differenza principale tra queste categorie è rappresentata dal materiale con cui sono prodotte e dal taglio che le rappresenta.

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Le banconote, in particolare, sono di solito stampate su materiale cartaceo o su polimeri di vario tipo e hanno forma rettangolare; le monete, invece, hanno generalmente una caratteristica forma circolare e si presentano come dischetti metallici di vario peso e spessore. I metalli impiegati per la coniazione possono essere vari.

Soprattutto in tempi antichi, i metalli prediletti per la produzione delle monete erano rappresentati dall’oro e dall’argento. In tempi più recenti, questi materiali preziosi sono stati sempre più sostituiti da leghe e base di nichel, alluminio e così via. Rispetto alle banconote, in genere le monete hanno valore nominale minore.

Scopri i fattori che influenzano il valore delle monete!

La numismatica è un mondo vasto e affascinante che racchiude la classificazione, lo studio e la valutazione di monete e banconote provenienti da tutto il mondo e di origine più o meno recente. Nonostante si possa erroneamente pensare che sono le monete antiche possano possedere un valore collezionistico, anche esemplari di valute attuali possono risultare interessanti per gli esperti del settore.

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Sono vari, infatti, i fattori che possono far oscillare e influenzare il valore collezionistico di esemplari di banconote e monete, in uso o ormai fuoricorso. Primo fra tutti, la rarità. A prescindere dall’anno di emissione e dalla presenza di un valore legale attuale, una moneta è tanto più rara quanto minori sono gli esemplari coniati.

Un ottimo stato di conservazione (detto fior di conio) o la presenza di errori di conio sono altri fattori in grado di far lievitare il valore in ambito collezionistico. Infine, non dobbiamo dimenticare l’anno di emissione e il materiale di produzione che, comunque, giocano un ruolo importante per la valutazione realistica degli esemplari considerati.

Quali sono i 20 centesimi che tutti vorrebbero?

Come accennato nei paragrafi precedenti, le monete in circolazione come valute attuali non sono escluse dalla possibilità di diventare oggetti da collezione interessanti e ricercati. Prendiamo la nostra moneta corrente, l’Euro, e, in particolare, la moneta da 20 centesimi. Questa rappresenta una delle otto tipologie di moneta presenti (1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi, 1 e 2 euro).

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Come è fatta? La caratteristica delle monete da 20 centesimi che salta più all’occhio è il colore, essendo coniata impiegando una lega particolare chiamata “oro nordico”. Oltre al valore nominale di 20 centesimi di euro, alcuni esemplari rari possono assumere valori collezionistici da capogiro. Alcuni esempi? I 20 centesimi di Monaco.

Prodotti nei sei anni che vanno dal 2001 al 2006, queste particolari monete hanno una tiratura limitata che può far conferire ad esse una valutazione ottima, fino a circa 100 €, se in fior di conio. Tornando nello stivale, i 20 centesimi del Vaticano coniati nel biennio 2002 – 2003, se in fior di conio, possono valere 50 €.

Ma non è finita qui…

Spostandosi al nord dell’Europa, approdiamo in Finlandia dove, tra il 1999 e il 2006, sarebbero stati coniati degli esemplari di monete da 20 centesimi che attualmente rappresenterebbero degli esemplari ricercati e interessanti per gli esperti e per gli appassionati di numismatica. Il loro valore si attesterebbe intorno ai 5 euro.

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Come hai potuto notare, il fattore principale che rende una moneta preziosa è la rarità, che spesso si traduce nel numero di esemplari prodotti, ovvero nella tiratura. Minore è il numero di pezzi, maggiore sarà la rarità e maggiore, di conseguenza, sarà il valore assunto da esse. Se in fior di conio, ancora meglio.

In conclusione, le monete attualmente in circolazione e con un proprio valore nominale non sono esenti dalla possibilità di rappresentare un interessante e ricercato oggetto da collezione che, quindi, assume un ulteriore valore, oltre a quello legale, che può essere anche di molto superiore, in base alle caratteristiche trattate in precedenza.

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